E arrivato il momento di dare un nome alla pizza che più mi rappresenta, allo stile che porto avanti da più di 15 anni , a quelle fette giganti di pizza che mi hanno permesso di entrare nelle migliori guide delle pizzerie d’ italia.
Un sogno nato davanti al divano guardando la tv.
Dopo ogni battaglia, le Tartarughe Ninja — i miei eroi d’infanzia — si riunivano per festeggiare con una pizza gigantesca, piegata tra le mani, mangiata in strada , nelle fogne o su un grattacielo con felicità contagiosa.
Quella non era solo una pizza. Era un simbolo: di festa, di amicizia, di conquista.
A casa mia all’ epoca invece , la pizza arrivava su un grande vassoio di carta , impacchettata con un grande foglio alimentare , con all’ interno pezzi quadrati, impilati a strati, con degli stuzzicadenti a cercare di non far attaccari i pezzi gli uni con l’ altri.
Buona, certo. Ma diversa. Mancava quella grande scatola , quella facilità di di sfilare una fetta , quella porzione così generosa , quella forma di pizza !
Così quando ho aperto(nel 2009) la mia pizzeria, Compagnia della Pizza a Giulianova, volevo ricreare quella emozione: una pizza sottile , grande , da condividere, da piegare, da vivere.
Ma non una semplice copia americana. Volevo una pizza italiana, moderna, autentica, artigianale.
Ma prima di raccontarvi la mia pizza voglio parlarvi dalle vere origini di questo formato che in America è conosciuto con il nome di NEW YORK STYLE.
La New York Style nasce nei primi anni del Novecento a Manhattan, grazie agli immigrati italiani.
Pare che un certo Gennaro Lombardi, nel 1905, aprì la prima pizzeria a Little Italy: pizze enormi, cotte su pietra, con crosta sottile e bordi dorati, vendute a fette ai lavoratori che le mangiavano camminando.
Nel tempo quella pizza è diventata un’icona americana: ce la raccontano i film, le serie TV i cartoni animati!
Anche in Italia, in silenzio, quel formato è sempre esistito.
Pizzerie che proponevano pizze da 45–50 cm chiamate “maxi”, “ruota”, “gigante”, “pizze famiglia”.
Rotonde, cotte su pietra refrattaria, vendute intere o a fette, perfette per la condivisione e per essere farcite in diversi gusti .
Ma qualcosa mancava: l’identità.
Non era codificata. Non aveva un nome. Non aveva una storia da raccontare.
Perché non possiamo chiamarla New York Style:
negli ultimi anni in Italia sono nate pizzerie che propongono il formato chiamandolo “New York Style”.
Ma quel nome non ci appartiene.
Non racconta chi siamo, né cosa facciamo davvero.
Le nostre pizze non usano farine americane .
Non hanno impasti semplici e veloci.
Non sposano la filosofia fast-food.
Quella che facciamo è un’altra cosa:
una pizza evoluta, italiana, che prende ispirazione dal formato americano ma lo trasforma con la qualità artigianale, le tecniche moderne, la selezione degli ingredienti italiani.
Ecco allora che nasce la
SLICE ITALIANA
Cos’è la Slice Italiana? La Slice Italiana è la mia risposta a questo bisogno di identità.
È la versione italiana contemporanea della pizza tonda da 50 cm venduta a fette.
Una pizza pensata per la condivisione, per essere piegata e mangiata ovunque, ma con la cura, l’anima e la tecnica della migliore tradizione italiana.
Le sue caratteristiche:
- Tonda da 50 cm, tagliata in 8 fette
- Cotta su pietra refrattaria a temperature comprese tra i 300–330°C
- Impasto con idratazioni dal ( 60–68%), diretto o indiretto realizzato con farine italiane di alta qualità
- Panetti da minimo 600– massimo 650 g
- Farciture con ingredienti freschi , prodotti ricercati e di qualità
- Cura estetica: ogni fetta deve essere bella, generosa nella farcitura ma senza esagerare
- Una pizza sottile croccante, friabile, elegante e con un bordo dorato
Perfetta da mangiare subito, ma buona anche riscaldata o da fredda.
Una pizza che vive in strada, a tavola, sul divano: ovunque ci sia voglia di convivialità vera.
Perché è uno stile a sé
La Slice Italiana non è una teglia.
Non è una pala.
Non è una New York Style.
È uno stile nuovo, moderno, conviviale, italiano.
È il viaggio di ritorno della pizza: partita dall’Italia, reinventata in America, riportata a casa, arricchita di tecnica, passione, esperienza e qualità .
Oggi, con la Slice Italiana, voglio finalmente dare un nome, un’identità e una storia a un formato che esiste da decenni, in cui forse io più di tutti ci ho creduto , ma non era mai stato raccontato.
L’inizio di un nuovo racconto
Oggi comincia il mio racconto.
Ma è anche un invito a chi ama la pizza, a chi la fa, a chi la racconta:
Parliamone. Riconosciamola. Diamo spazio a questa nuova fetta d’Italia.
La teglia romana e la pala non sono le uniche pizze al taglio di qualità.
La Slice Italiana è pronta a conquistare il suo posto.
Se vuoi scoprirla, assaggiarla, viverla ti aspetto con la mia personale versione a Giulianova,
ti aspetto alla Compagnia della Pizza.
Piega la fetta. Mordi. Vivi l’esperienza italiana.










